35. Pasturazione preventiva

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Pasturazione preventiva è un termine generico che identifica l’atto di gettare delle esche prima della pescata in modo da abituare il pesce alle nostre boilies e migliorare le probabilità di cattura.

Essendo una definizione, si presta logicamente a differenti interpretazioni personali che possono generare incomprensioni fra gli appassionati che portano a non cogliere le differenze di utilizzo di un mix rispetto a un’altro.

Le pillole di bait guru servono essenzialmente a fare chiarezza e quindi vediamo di affrontare l’argomento con semplicità identificando 3 differenti situazioni che determinano esigenze diverse per quello che riguarda la scelta della boilie.

La prima situazione è a mio avviso la più comune, quella con cui mi confronto maggiormente e che mi porta a credere che il 90% degli appassionati Italiani si trovino in questa situazione:

   – la pasturazione preventiva che avviene alcuni giorni prima di pescare

Si tratta di quelle occasioni in cui identifichiamo preventivamente lo spot, lo analizziamo e riusciamo a portare in acqua 1-2 volte prima della pescata , un quantitativo sufficiente di esche per stimolare il pesce presente nell’area, usando solo boilies per non stimolare il pesciame di disturbo.

Risulta difficile dare un quantitativo standard perché le situazioni sono molteplici, però volendo avere un dato minimo, diciamo che in un paio di volte diamo 4-5 kg. di palline.

Tutte le caratterizzazioni del 50\50 che appaiono sul sito e nelle pillole sul blog, sono IDEALI per fare questo tipo di pesca qui.

Come potete immaginare quest’azione è molto efficace se nell’area pasturata il pesce è già presente oppure se ci arriva proprio per alimentarsi. Capite bene che il successo di questo tipo di approccio è 70% conoscenza dello spot e 30% esca.

   -la pasturazione durante una pescata che dura più giorni

Ci siamo capitati tutti, programmando la classica settimana di pesca nel lago o fiume top dove puntare al personal best.

In genere località lontane dal domicilio che non consentono di preparare il posto.

In questo caso di parte con almeno 5 chilogrammi di boilies per giorno di pesca e di granaglie varie, quindi 50 kg. di palline e 50 kg. di particle per 5 giorni in un grande lago.

Tanta roba davvero…d’altronde è meglio riportare a casa che finire sul più bello di un grosso branco di carpe che finisce in pastura e procura partenze a ripetizione!

L’esca più adatta è un birdfish trattato come le caratterizzazioni del 50\50, (con le stesse basi aromatiche) tutti i nutty con particolare valenza in estate e autunno, oppure le caratterizzazioni stesse del 50\50 che contengano almeno il 10% di farine di carne o pesce.

   -pasturazione preventiva di condizionamento

Un sistema di pesca molto praticato agli albori che è lentamente caduto in disuso per svariati motivi fra i quali la progressiva abitudine del pesce ad accettare con facilità la boilie, la difficoltà di curare una posta senza che altri pescatori la possano sfruttare più o meno consapevolmente e infine la decaduta cultura dell’esca che fa desistere i più a causa dell’alto costo di quest’approccio.

Si tratta in pratica di curare il posto alimentando con continuità il pesce per almeno 15-20 giorni con particolare frequenza e senza pescare, in modo da creare una particolare confidenza con l’esca stessa che diventa alimento sempre presente, per poi mantenere a tempo indeterminato con almeno 1-2 apporti settimanali.

Per le quantità sarebbe da discutere in base a stagione , tipologia dello spot e dei pesci presenti ecc. ma volendo semplificare , diciamo che si debbano usare almeno 5 kg. di boilie nutrienti , grosse e dure a ogni pasturazione.

Esche ideali tutte quelle realizzate con mix nutritivi per lo più con ingredienti animali , puntando alla qualità degli ingredienti solidi, risparmiando su liquid food e aromi particolari che con tempistiche così lunghe non servono molto perché il pesce si abitua al gusto dell’esca.

Nella prossima pillola di bait guru, parleremo di un ingrediente semplice che si può produrre anche a casa: Il corn step liquor (CSL).

http://www.thebaitguru.it

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Sono nato in provincia di Treviso nel luglio del 1972 ed ho scoperto la passione per la pesca all'età di circa sei anni, fermandomi a guardare i pescatori di trote lungo il fiume della mia cittadina. Purtroppo mio padre Pietro non era un appassionato, quindi mi toccò arrangiarmi in maniera autonoma, munito solo della mia curiosità di bambino e confidando nella pazienza di quei vecchi pescatori che tempestavo di domande circa la tecnica, i nodi, le esche e le catture. Scoprii allora che nella pesca nulla è regalato e le informazioni che ricevevo erano più stimoli a sperimentare che non risposte certe. I miei genitori si decisero a farmi la licenza a otto anni, limite minimo consentito dall'associazione pescatori, dopo due anni di gavetta fatti nei laghetti sportivi pescando le trote. Ho praticato tutte le tecniche dell'epoca, canna fissa a persici sole, passata al tocco in torrente, spinning con cucchiaino e pesca a fondo classica per carpe, anguille e pesci gatto. Per mia fortuna la provincia di Treviso è sempre stata generosa in termini di ambienti e stimoli, permettendomi di crescere come pescatore a 360°. Mio padre Pietro morì prima del mio diciottesimo compleanno e l'anno che ne seguì fu per me molto difficile, introspettivo e buio, non pescai per molti mesi e mantenni l'aggancio con la passione solo grazie alle riviste di pesca che divoravo assiduamente. Fu proprio per merito di una rivista che conobbi la nuova tecnica importata dall'Inghilterra e grazie a un autore in particolare, Giorgio Balboni, me ne innamorai! Il carpfishing degli anni novanta era differente, molto introspettivo e adatto a pescatori piuttosto schivi e solitari, disposti a isolarsi anche per lunghi periodi in ambienti vergini, dove i cappotti erano all'ordine del giorno. Io ero il candidato ideale visto che già vivevo in un mio mondo fatto esclusivamente di allenamenti in palestra e momenti passati da solo in mezzo alla natura. Come spesso accade nella vita, il destino mise sulla mia strada le persone giuste e così durante una trasferta al negozio della famiglia Boscolo di Preganziol incontrai “Cambogia”, una delle figure più importanti della mia vita, uomo ricco di vicissitudini e orfano di padre come me, capace di gustare i profondi silenzi della pesca. Diventammo inseparabili e la decade che seguì a quel primo incontro ci vide affrontare le acque di tutta Italia e le mecche estere. Alcune volte siamo stati i primi a portare questa tecnica in acque vergini con altalenanti successi ed enormi soddisfazioni, ma noi non pescavamo solo per catturare pesce, avevamo bisogno di evadere da una realtà che ci opprimeva per rifugiarci in riva a qualche corso d'acqua dove stavamo in sintonia, senza parlare anche per giorni. E nonostante tutto ci capivamo al volo solo con uno sguardo. Il carpfishing mi ha rapito per buona parte della mia gioventù fissando ricordi indelebili di pescate solitarie durate anche trenta giorni consecutivi, in ambienti incontaminati. Mi sono spinto al limite e stavo per cadere nell'oblio dal quale mi sono salvato grazie alla nascita dei miei figli che mi hanno riportato a vivere in maniera costruttiva questa passione. Nel frattempo ero già diventato l'esperto di esche del mio piccolo gruppo di amici ed è stato chiaro fin da subito che la boilie avrebbe condizionato il mio modo di vivere la passione per la pesca alla carpa. Negli anni della ragione, grazie allo slancio imprenditoriale del giovane Fabio Boscolo, erede di una famiglia d’illuminati commercianti, nacque l'azienda Big Fish con la quale ho collaborato fino al 2010 in compagnia dell'amico e "guru" dell'esca Sandro Minotto. Gli anni con Big Fish mi hanno permesso di attingere direttamente all'e-sperienza di Richworth Streamselect, la prima industria nata per la produ-zione di boilies e di avere contatti diretti con i più grandi produttori di pet food e mangimi. Sono riuscito anche a realizzare il sogno di contattare Fred Wilton, il vero "Bait guru" del libro, con il quale ho intrapreso un rapporto di amicizia epistolare fatto di consigli, di aneddoti e credo di essere l'unico Italiano ad aver personalmente conosciuto l'inventore della boilie. Big Fish mi ha permesso di avere un filo diretto con tutti gli appassionati Italiani, grazie all'esperienza più bella e impegnativa della mia vita, rappresentata dalla gestione del monumentale forum a tema dell’azienda dove raccogliemmo un mondo d’informazioni, ricette, esperienze e consigli purtroppo andati persi. Negli ultimi anni ho ricevuto più di 10.000 messaggi personali suddivisi fra forum ed email ai quali mi pregio di aver risposto con enorme soddisfazione e spero chiarezza. Questo bagaglio d'informazioni mi ha spinto a creare prodotti per l'esca dedicati al nostro territorio e ai nostri ambienti, facendo diventare Big Fish la principale azienda del settore in Italia e una delle poche in grado di esportare conoscenza anche in Francia e Inghilterra. Avevo tre sogni per ciò che riguarda la ricerca e la diffusione delle competenze tecniche, elaborare una mia ricerca sull'esca, progetto riuscito nel 2012 sviluppando la teoria dell'elevata energia potenziale, ottenuta grazie alla ricerca e lo sviluppo di super nutrienti a base di grassi predigeriti e modificati, sfociata poi nel White fish mix. Creare un'esca pronta a mio nome, iniziativa riuscita nel 2013 con lo svi-luppo della crazy ready made, una boilie costruita su un’idea ambiziosa con tutti gli ingredienti nutritivi e attrattivi prodotti in autonomia e non mutuati da altri settori. L’ultimo dei miei sogni era scrivere un libro per raccogliere tutto il sapere e le esperienze di questa vita di studi, di ricerche e di avventure di pesca.