44. Inneschi per fondo acido

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Il sogno di ogni carpista è calare il proprio innesco su un bel fondale di sabbia o ghiaia sottile, in un’acqua cristallina e ossigenata fino in profondità.

Spesso questa condizione, caratteristica di laghi e fiumi molto puliti, rimane un sogno del cassetto, oppure relegata a particolari periodi dell’anno.

Capita invece abbastanza spesso (stando alle vostre numerose domande) di dover pescare in acque abbastanza pulite, caratterizzate però da fondali acidi, con materiale in decomposizione, oppure ricoperti di uno strato di melma anossica.

Per motivi squisitamente chimici, le boilie normali, specialmente quelle molto acide come attrazione, risultano INVISIBILI per il pesce, non appena ricoperte da un leggero strato di limo acidificante.

Il pesce comunque si nutre affondando il muso nello strato morbido, ma fa molta fatica a trovare la singola esca innescata, mentre sfrutta le tracce amminiche (basiche) dell’alimento naturale.

La principale soluzione pratica al problema, quando non è troppo marcato, è quella di pescare leggermente in sospensione con boilie pop up, magari molto visibili, per contrasto, con il colore del fondale.

La soluzione che vogliamo analizzare in questa pillola è di natura più complessa e comprenderà la componente meccanica dell’esca, quella chimica, quella attrattiva e la pasturazione di contorno.

In questa prima puntata analizziamo la pasturazione di contorno, quella per intenderci collocata vicino al terminale.

Abbiamo capito che gettare manciate di esche pompate con liquid food e aromi acidi, non serve a molto. Si tratta praticamente di una spesa inutile che non migliora la performance e la resa in pesca.

Conviene preparare delle boilie da pasturazione molto semplici, basate su mix mediamente nutritivi, come tanti bird food o bird fish presentati nel sito (oppure le versioni eco delle ultime pillole di guru) rullati senza liquid food, solo con uova e addizionati di 50-100 grammi di farina di gamberetto, al fine di rendere il peso specifico leggermente superiore al neutro, per evitare che sprofondino nella melma.

La percentuale di questo ingrediente andrà ovviamente verificata con qualche prova fatta su modiche quantità, per non rischiare esche troppo leggere!

In fase d’impasto aggiungeremo una media dose di aroma basico, lo stesso ovviamente degli inneschi (la scelta cade sullo squid, l’aroma più adatto per questi fondi, associato all’essenziale di agrumi, ma di questo parleremo nella prossima pillola), un dolcificante alla stevia e l’aglio nero, un attrattivo leggermente alcalino.

Le boilie saranno solo l’integrazione di contorno alla vera pasturazione , che avrà effetto “tampone” , ovvero stabilizzerà il pH della porzione di fondo soggetta alla nostra azione.

Si tratterà di un method, composto di pane, fiocco di mais, argilla e bicarbonato.

La ricetta sarà così composta:

   -30% fiocco di mais

   -30% pane secco

   -30% argilla in polvere

   -10% bicarbonato

Il pane sarà ovviamente micronizzato e miscelato agli altri ingredienti solidi, che saranno poi impastati sul posto pesca, direttamente con l’acqua del lago.

Realizzeremo delle palle di pastura della grandezza di un’arancia e all’interno di ogni palla inseriremo un cucchiaio di citrosodina, effervescente Brioschi o idrolitina, anche in forma di compresse che sono più semplici da integrare.

Questi ingredienti messi al centro della palla, ne favoriranno la disgregazione, tamponeranno l’acidità e creeranno una colonna di micro-bollicine attrattiva.

La nostra azione sarà estremamente mirata, creando un metro quadro di settore, grazie all’utilizzo di una decina di palle per innesco.

Le sostanze effervescenti potranno essere anche inserite in un sacchetto di pva che conterrà l’innesco e lo sbriciolato di boilie da pastura.

Nell’area preparata andremo a completare lo stimolo alimentare con qualche manciata di boilie da pasturazione.

Nella prossima puntata analizzeremo la preparazione degli inneschi che saranno bilanciati, refrattari ad assorbire il cattivo odore del fondo e caratterizzati da una forte attrazione basica.

Dopo aver analizzato come creare il giusto terreno di pastura su cui posare il nostro innesco strategico, in mezzo al fondale anossico, putrido e acido, vediamo come creare una boilie tecnicamente ineccepibile.

La nostra pallina sarà strutturata per assorbire al minimo gli odori putridi del fondale e affinché questo avvenga, deve esserci un’elevata differenza di potenziale fra l’interno dell’esca e l’ambiente.

Questo risultato sarà raggiunto lavorando sulla struttura dell’esca e sulla combinazione basica dei suoi attrattori e gustativi primari.

Inoltre, come accennavamo nella pillola precedente, l’innesco sarà neutro come peso specifico, oppure pop up a vostra discrezione.

La base solida del progetto sarà il mix 50/50, addizionato di caseinato di calcio, agar-agar e calcio in polvere, per creare struttura alleggerita e chiusa all’ingresso dei miasmi puzzolenti acidi.

La base:

   -800 grammi mix 50/50

   -100 grammi caseinato di calcio

   -70 grammi di calcio in polvere

   -30 grammi di agar-agar polvere

Come componente gustativa utilizzeremo la crema di aglio, (io preferisco l’aglio nero che è una forma fermentata dal gusto particolare), che mescoleremo con glicole propilenico per renderla più liquida.

La componente aromatica sarà affidata all’aroma squid, composto di ammine aromatiche e quindi decisamente basico, abbinato a oleoresine composte di agrumi.

Inseriremo anche vitamina C sotto forma di ascorbato di calcio, un prodotto non acido.

Per tamponare ulteriormente l’esca, utilizzeremo i prodotti liquidi destinati ad aumentare il pH negli acquari, oppure l’ammoniaca farmaceutica (soluzione al 30%).

QUESTE ESCHE SONO DEGLI INNESCHI E COME TALI NON SI UTILIZZANO PER NUTRIRE IL PESCE.

Per questo motivo ci possiamo permettere delle operatività altrimenti potenzialmente pericolose se usate nelle esche da pastura usate in abbondanza e mangiate dai pesci.

Infine dolcificheremo con la Stevia concentrata, un edulcorante non troppo acido.

Per la parte liquida, dose per 1 chilogrammo di mix:

   -100 grammi crema di aglio

   -30 grammi di ascorbato di calcio

   -50 ml. glicole propilenico

   -12 ml. aroma squid

   -10 ml. dolcificante

   -3 ml. olio essenziale arancio o limone

   -2 ml. di ammoniaca farmaceutica 30%

Misceliamo molto bene gli ingredienti e quindi li impastiamo con il chilogrammo di mix, fino a completo amalgama.

A questo punto aggiungiamo un uovo alla volta fino a raggiungere la consistenza adatta a estrudere e rullare.

Lasciamo riposare le palline rullate per qualche ora prima della cottura che deve avvenire rigorosamente a vapore, per almeno 5 minuti, nella misura da 20 mm.

Queste palline da innesco è opportuno congelarle dopo alcune una notte di asciugatura, per preservarne la caratteristica porosità e morbidezza, decisamente importante per l’efficacia in pesca.

Essendo bilanciate dal peso dell’amo si possono rendere pop up semplicemente creando un omino di neve con una pop up squid commerciale di piccolo diametro.

Nel prossimo episodio un confronto di estremi: Tiger nut VS boilie!

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Sono nato in provincia di Treviso nel luglio del 1972 ed ho scoperto la passione per la pesca all'età di circa sei anni, fermandomi a guardare i pescatori di trote lungo il fiume della mia cittadina. Purtroppo mio padre Pietro non era un appassionato, quindi mi toccò arrangiarmi in maniera autonoma, munito solo della mia curiosità di bambino e confidando nella pazienza di quei vecchi pescatori che tempestavo di domande circa la tecnica, i nodi, le esche e le catture. Scoprii allora che nella pesca nulla è regalato e le informazioni che ricevevo erano più stimoli a sperimentare che non risposte certe. I miei genitori si decisero a farmi la licenza a otto anni, limite minimo consentito dall'associazione pescatori, dopo due anni di gavetta fatti nei laghetti sportivi pescando le trote. Ho praticato tutte le tecniche dell'epoca, canna fissa a persici sole, passata al tocco in torrente, spinning con cucchiaino e pesca a fondo classica per carpe, anguille e pesci gatto. Per mia fortuna la provincia di Treviso è sempre stata generosa in termini di ambienti e stimoli, permettendomi di crescere come pescatore a 360°. Mio padre Pietro morì prima del mio diciottesimo compleanno e l'anno che ne seguì fu per me molto difficile, introspettivo e buio, non pescai per molti mesi e mantenni l'aggancio con la passione solo grazie alle riviste di pesca che divoravo assiduamente. Fu proprio per merito di una rivista che conobbi la nuova tecnica importata dall'Inghilterra e grazie a un autore in particolare, Giorgio Balboni, me ne innamorai! Il carpfishing degli anni novanta era differente, molto introspettivo e adatto a pescatori piuttosto schivi e solitari, disposti a isolarsi anche per lunghi periodi in ambienti vergini, dove i cappotti erano all'ordine del giorno. Io ero il candidato ideale visto che già vivevo in un mio mondo fatto esclusivamente di allenamenti in palestra e momenti passati da solo in mezzo alla natura. Come spesso accade nella vita, il destino mise sulla mia strada le persone giuste e così durante una trasferta al negozio della famiglia Boscolo di Preganziol incontrai “Cambogia”, una delle figure più importanti della mia vita, uomo ricco di vicissitudini e orfano di padre come me, capace di gustare i profondi silenzi della pesca. Diventammo inseparabili e la decade che seguì a quel primo incontro ci vide affrontare le acque di tutta Italia e le mecche estere. Alcune volte siamo stati i primi a portare questa tecnica in acque vergini con altalenanti successi ed enormi soddisfazioni, ma noi non pescavamo solo per catturare pesce, avevamo bisogno di evadere da una realtà che ci opprimeva per rifugiarci in riva a qualche corso d'acqua dove stavamo in sintonia, senza parlare anche per giorni. E nonostante tutto ci capivamo al volo solo con uno sguardo. Il carpfishing mi ha rapito per buona parte della mia gioventù fissando ricordi indelebili di pescate solitarie durate anche trenta giorni consecutivi, in ambienti incontaminati. Mi sono spinto al limite e stavo per cadere nell'oblio dal quale mi sono salvato grazie alla nascita dei miei figli che mi hanno riportato a vivere in maniera costruttiva questa passione. Nel frattempo ero già diventato l'esperto di esche del mio piccolo gruppo di amici ed è stato chiaro fin da subito che la boilie avrebbe condizionato il mio modo di vivere la passione per la pesca alla carpa. Negli anni della ragione, grazie allo slancio imprenditoriale del giovane Fabio Boscolo, erede di una famiglia d’illuminati commercianti, nacque l'azienda Big Fish con la quale ho collaborato fino al 2010 in compagnia dell'amico e "guru" dell'esca Sandro Minotto. Gli anni con Big Fish mi hanno permesso di attingere direttamente all'e-sperienza di Richworth Streamselect, la prima industria nata per la produ-zione di boilies e di avere contatti diretti con i più grandi produttori di pet food e mangimi. Sono riuscito anche a realizzare il sogno di contattare Fred Wilton, il vero "Bait guru" del libro, con il quale ho intrapreso un rapporto di amicizia epistolare fatto di consigli, di aneddoti e credo di essere l'unico Italiano ad aver personalmente conosciuto l'inventore della boilie. Big Fish mi ha permesso di avere un filo diretto con tutti gli appassionati Italiani, grazie all'esperienza più bella e impegnativa della mia vita, rappresentata dalla gestione del monumentale forum a tema dell’azienda dove raccogliemmo un mondo d’informazioni, ricette, esperienze e consigli purtroppo andati persi. Negli ultimi anni ho ricevuto più di 10.000 messaggi personali suddivisi fra forum ed email ai quali mi pregio di aver risposto con enorme soddisfazione e spero chiarezza. Questo bagaglio d'informazioni mi ha spinto a creare prodotti per l'esca dedicati al nostro territorio e ai nostri ambienti, facendo diventare Big Fish la principale azienda del settore in Italia e una delle poche in grado di esportare conoscenza anche in Francia e Inghilterra. Avevo tre sogni per ciò che riguarda la ricerca e la diffusione delle competenze tecniche, elaborare una mia ricerca sull'esca, progetto riuscito nel 2012 sviluppando la teoria dell'elevata energia potenziale, ottenuta grazie alla ricerca e lo sviluppo di super nutrienti a base di grassi predigeriti e modificati, sfociata poi nel White fish mix. Creare un'esca pronta a mio nome, iniziativa riuscita nel 2013 con lo svi-luppo della crazy ready made, una boilie costruita su un’idea ambiziosa con tutti gli ingredienti nutritivi e attrattivi prodotti in autonomia e non mutuati da altri settori. L’ultimo dei miei sogni era scrivere un libro per raccogliere tutto il sapere e le esperienze di questa vita di studi, di ricerche e di avventure di pesca.