22. Amminoacidi e integratori

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-Integratori farmaceutici:

La famiglia degli integratori raggruppa un insieme di prodotti farmaceutici, come i ricostituenti che contengono zuccheri, gli amminoacidi, le vitamine e i minerali, oppure singole sostanze primarie vendute pure.

Tutti questi elementi sono attrattivi nei confronti della carpa e questa tesi è avvalorata da diversi studi scientifici legati al mondo dell’allevamento, e dalle osservazioni pratiche dei pescatori. La nascita delle ready made si deve all’impiego in pesca di un farmaco famosissimo che nasce come cibo liquido ad alto valore biologico, per integrare la dieta delle persone malate, inappetenti o degli sportivi.

Questo prodotto è il Minamino, un ricostituente a uso umano, composto di estratti di fegato, amminoacidi liberi, erbe officinali e vitamine, che venne utilizzato negli anni ottanta per rendere attrattive le semplici palline prodotte con il 50/50 dalla neonata Richworth. Si possono trovare numerosi prodotti farmaceutici altrettanto validi, commercializzati per integrare l’alimentazione dell’uomo, dei cani, dei cavalli e di tutti gli animali, in genere, da cui si pretende una prestazione sportiva.

Tutti questi si equivalgono in attrazione ma possono essere molto differenti n termini di gusto e si dosano da 10 a 100 ml. per kg., senza che vi siano particolari problemi anche a salire oltre questa soglia. Le aziende del settore pesca propongono la loro versione a volte diluita in liquidi zuccherini e aromatizzata per essere più accattivante nei confronti dei pescatori. Gli integratori di amminoacidi in polvere o in forma liquida, sono utilizzati dai body builder per aumentare la massa muscolare, e si rivelano potenti attrattori anche per creare esche da carpa. Fra tutti, la miscela dei ramificati rappresenta una scelta molto interessante, mentre studi specialistici sulla carpa ci dicono che la prolina, la creatina, la glutammina, l’arginina e l’alanina sono le sostanze più attrattive.

Per questo motivo è interessante scegliere prodotti che contengano queste quattro sostanze in buona quantità o aggiungere i singoli elementi, creando da soli la nostra miscela. Gli amminoacidi liberi e gli integratori si dosano partendo da 5 grammi a salire fino 100 per kg. per creare caratterizzazioni del 50/50 che fondino la loro attrazione solo su questi elementi.

-Sangue:

Il sangue è un attrattivo primario percepito da tutti i carnivori e anche dagli onnivori specializzati come le carpe. Si tratta di un potente ingrediente che mi piace particolarmente utilizzare in tutte le sue forme e che ho studiato a fondo. La farina di sangue è una polvere scura, nutriente e molto forte in termini di gusto, tanto da condizionare qualsiasi miscela in cui viene inserita. Si può utilizzare per preparare method mix o per integrare mix tecnici a base di carne, pesce o lievito, in dosaggi compresi fra 5 e 15% max., dose questa determinata dal fatto che si tratta di una farina molto collosa e legante. La sostanza che colora di rosso il sangue si chiama emoglobina ed è l’attrattivo per carpe che preferisco, e sul quale ho sviluppato l’additivo true blood a marchio Big Fish.

Basandomi su un prodotto farmaceutico a uso umano, chiamato Haemoglobin syrup, feci aggiungere una miscela bilanciata di amminoacidi ramificati, di glutammina e di lisina, con un apporto interessante di vitamina C pari a 1 grammo ogni 20 ml. di soluzione.

L’emoglobina si trova in forma liquida e polvere, e può essere utilizzata da 10 ml. (gr.) fino a salire senza un limite specifico per la forma liquida, mentre in farina va dosata al 15% massimo perché comunque è una proteina molto legante. Il plasma è un altro dei costituenti del sangue. Si tratta di una proteina a elevato valore biologico che può essere impiegata come ingrediente meccanicamente interessante per sostituire le caseine, essendo l’unica proteina animale con una struttura simile. Si dosa dal 5 al 20% del mix.

-Glutammato:

Il sale sodico dell’acido glutammico (che abbiamo visto essere un potente attrattivo anche nella sua forma amminoacidica) è un additivo alimentare molto utilizzato per esaltare il sapore del cibo sotto forma di dado, una specie di blocchetto gommoso di utilizzo molto comune nella cucina Italiana. Essendo il gusto uno degli stimoli primari che spinge la carpa a mangiare, e poi ricercare le boilies, si comprende come questo interessante prodotto può certamente essere utile per la costruzione dell’esca. Per lo scopo si può grattugiare il blocchetto oppure acquistarlo in polvere e aggiungerlo in dosaggi compresi fra 2 e 10 grammi per kg.

-Acidi organici:

Lo stomaco degli esseri viventi produce diversi acidi organici che finiscono in piccole parti negli scarti della digestione e diventano segnali inequivocabili della presenza di sostanze nutritive, tanto che la maggior parte dei mammiferi selvaggi, tende a essere attratta e alimentarsi delle feci di altri animali.

Questo è uno dei motivi per cui, alcuni pescatori francesi, sono soliti inserire nella pastura da fondo il guano degli uccelli in polvere, che si è rivelato un ottimo ingrediente per attirare i pesci. Per la scarsa sicurezza in termini di salubrità, questo tipo di stimolante non va inserito direttamente nel mix e nelle boilies ma solo disperso come segnale in acqua nei pressi dell’innesco.

Acido lattico, acetico, citrico, butirrico, caprilico e acido caproico sono ingredienti molto simili come utilizzo pratico che si devono dosare da poche gocce a massimo 5 ml. per kg. La Bile di bue è un’altra sostanza prodotta dalla cistifellea per la digestione ed emulsione dei grassi, che possiamo accorpare in questa famiglia d’ingredienti e che si dosa con principio analogo, dai 5 ai 15 grammi per kg.

Chiudo questo paragrafo parlando del caglio, un prodotto dell’industria casearia, composto di enzimi e prodotto dallo stomaco di alcuni mammiferi, che ha proprietà attrattive molto simili agli altri ingredienti di questa lista e che si può acquistare liquido e in polvere e dosare in quantità simili alla bile.

Nella prossima puntata parleremo di mix in funzione del tipo di pesca.

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Sono nato in provincia di Treviso nel luglio del 1972 ed ho scoperto la passione per la pesca all'età di circa sei anni, fermandomi a guardare i pescatori di trote lungo il fiume della mia cittadina. Purtroppo mio padre Pietro non era un appassionato, quindi mi toccò arrangiarmi in maniera autonoma, munito solo della mia curiosità di bambino e confidando nella pazienza di quei vecchi pescatori che tempestavo di domande circa la tecnica, i nodi, le esche e le catture. Scoprii allora che nella pesca nulla è regalato e le informazioni che ricevevo erano più stimoli a sperimentare che non risposte certe. I miei genitori si decisero a farmi la licenza a otto anni, limite minimo consentito dall'associazione pescatori, dopo due anni di gavetta fatti nei laghetti sportivi pescando le trote. Ho praticato tutte le tecniche dell'epoca, canna fissa a persici sole, passata al tocco in torrente, spinning con cucchiaino e pesca a fondo classica per carpe, anguille e pesci gatto. Per mia fortuna la provincia di Treviso è sempre stata generosa in termini di ambienti e stimoli, permettendomi di crescere come pescatore a 360°. Mio padre Pietro morì prima del mio diciottesimo compleanno e l'anno che ne seguì fu per me molto difficile, introspettivo e buio, non pescai per molti mesi e mantenni l'aggancio con la passione solo grazie alle riviste di pesca che divoravo assiduamente. Fu proprio per merito di una rivista che conobbi la nuova tecnica importata dall'Inghilterra e grazie a un autore in particolare, Giorgio Balboni, me ne innamorai! Il carpfishing degli anni novanta era differente, molto introspettivo e adatto a pescatori piuttosto schivi e solitari, disposti a isolarsi anche per lunghi periodi in ambienti vergini, dove i cappotti erano all'ordine del giorno. Io ero il candidato ideale visto che già vivevo in un mio mondo fatto esclusivamente di allenamenti in palestra e momenti passati da solo in mezzo alla natura. Come spesso accade nella vita, il destino mise sulla mia strada le persone giuste e così durante una trasferta al negozio della famiglia Boscolo di Preganziol incontrai “Cambogia”, una delle figure più importanti della mia vita, uomo ricco di vicissitudini e orfano di padre come me, capace di gustare i profondi silenzi della pesca. Diventammo inseparabili e la decade che seguì a quel primo incontro ci vide affrontare le acque di tutta Italia e le mecche estere. Alcune volte siamo stati i primi a portare questa tecnica in acque vergini con altalenanti successi ed enormi soddisfazioni, ma noi non pescavamo solo per catturare pesce, avevamo bisogno di evadere da una realtà che ci opprimeva per rifugiarci in riva a qualche corso d'acqua dove stavamo in sintonia, senza parlare anche per giorni. E nonostante tutto ci capivamo al volo solo con uno sguardo. Il carpfishing mi ha rapito per buona parte della mia gioventù fissando ricordi indelebili di pescate solitarie durate anche trenta giorni consecutivi, in ambienti incontaminati. Mi sono spinto al limite e stavo per cadere nell'oblio dal quale mi sono salvato grazie alla nascita dei miei figli che mi hanno riportato a vivere in maniera costruttiva questa passione. Nel frattempo ero già diventato l'esperto di esche del mio piccolo gruppo di amici ed è stato chiaro fin da subito che la boilie avrebbe condizionato il mio modo di vivere la passione per la pesca alla carpa. Negli anni della ragione, grazie allo slancio imprenditoriale del giovane Fabio Boscolo, erede di una famiglia d’illuminati commercianti, nacque l'azienda Big Fish con la quale ho collaborato fino al 2010 in compagnia dell'amico e "guru" dell'esca Sandro Minotto. Gli anni con Big Fish mi hanno permesso di attingere direttamente all'e-sperienza di Richworth Streamselect, la prima industria nata per la produ-zione di boilies e di avere contatti diretti con i più grandi produttori di pet food e mangimi. Sono riuscito anche a realizzare il sogno di contattare Fred Wilton, il vero "Bait guru" del libro, con il quale ho intrapreso un rapporto di amicizia epistolare fatto di consigli, di aneddoti e credo di essere l'unico Italiano ad aver personalmente conosciuto l'inventore della boilie. Big Fish mi ha permesso di avere un filo diretto con tutti gli appassionati Italiani, grazie all'esperienza più bella e impegnativa della mia vita, rappresentata dalla gestione del monumentale forum a tema dell’azienda dove raccogliemmo un mondo d’informazioni, ricette, esperienze e consigli purtroppo andati persi. Negli ultimi anni ho ricevuto più di 10.000 messaggi personali suddivisi fra forum ed email ai quali mi pregio di aver risposto con enorme soddisfazione e spero chiarezza. Questo bagaglio d'informazioni mi ha spinto a creare prodotti per l'esca dedicati al nostro territorio e ai nostri ambienti, facendo diventare Big Fish la principale azienda del settore in Italia e una delle poche in grado di esportare conoscenza anche in Francia e Inghilterra. Avevo tre sogni per ciò che riguarda la ricerca e la diffusione delle competenze tecniche, elaborare una mia ricerca sull'esca, progetto riuscito nel 2012 sviluppando la teoria dell'elevata energia potenziale, ottenuta grazie alla ricerca e lo sviluppo di super nutrienti a base di grassi predigeriti e modificati, sfociata poi nel White fish mix. Creare un'esca pronta a mio nome, iniziativa riuscita nel 2013 con lo svi-luppo della crazy ready made, una boilie costruita su un’idea ambiziosa con tutti gli ingredienti nutritivi e attrattivi prodotti in autonomia e non mutuati da altri settori. L’ultimo dei miei sogni era scrivere un libro per raccogliere tutto il sapere e le esperienze di questa vita di studi, di ricerche e di avventure di pesca.